Il Web Marketing Festival che non ti aspetti

TLDR;

Sono stato e ho parlato al Web Marketing Festival.
Non è il festival dei miei sogni, sono un tecnico. Tanto (troppi?) input.
Alla fine della fiera (perché di fiera si trattava) comunque è stata una piacevolissima giornata.
Il talk è andato bene! Yeah!

Versione estesa. Molto estesa.

Lo ammetto, ero un po' scettico.
La mia professione e la passione per il web sono di natura più tecnica e meno (molto meno) "markettara".
Di conseguenza il Web Marketing Festival non era proprio il mio evento di riferimento, anzi le conferenze (e i festival) sul marketing non sono mai state sotto il mio radar.
Andare a Rimini per l'evento principale in Italia di marketing aveva tutto il potenziale per trasformarsi in una giornata sprecata.

E invece...

Il contesto

All'arrivo c'è stato un po' di effetto wow: location enorme e nuova, trampolieri e banda all'ingresso... insomma, capisci subito che sei ad un evento GROSSO.
All'interno parecchi stand con gadget da far venire la nausea. Una sporta di munnezza tra fresbee, penne, flyer e altre inutilità te la porti comunque a casa. Da aspettarselo.

Hai capito Rimini.

Apertura in sala plenaria (E N O R M E) dove un super-cinico Elio (quello delle storie tese) introduce il festival e si esibisce con gag dal dubbio risultato.

Io ero in una sala molto più "intima"

Due cavolate di introduzione e poi bam, si comincia.
Keynote di apertura. Sala gremita. Il tipo spagnolo inizia a parlare e dopo tre minuti TRE si blocca. Nessuno capisce. Si è incartato. Chiede aiuto al pubblico. Applauso. Poverino. Dai, ci sta.
Altri 3 minuti, SI BLOCCA DI NUOVO. Chiede aiuto. Applauso. Ok capita.
Altri 3 minuti, ancora. MA PORCA MISERIA, SEI IL TALK DI APERTURA! Questo tipo spagnolo va in banana. TIRA FUORI IL TELEFONO. Inizia a cercare il trascritto del talk. Uh signùr.
Inizia una migrazione infinita di gente che esce dalla sala.
Io (e ho scoperto dopo anche altri speaker) vado in ansia (light ansia) al suon di "se dovesse succedermi mi sotterro e non torno mai più a Rimini, sticazzi la piadina".

Usciamo, andiamo a sentire i talk.
Piccola sopresa subito: i talk sono slittati tutti di un'ora in avanti. Eh vabè, prendiamola con filosofia: non avevo altri impegni oggi.
Guardo il programma.
😳.

Il programma

I talk su tre giorni sono più di 300.

Roba che manco in America.

Too much information

Strappo via metà del programma e tengo solo quello del giovedì più la mappa.
Guardo meglio le sale.
Salviamo la sala "Content Marketing" (1 talk), la sala "UX & Web Design" (3 talk potenziali, nella pratica ne vedrò 1/2), la sala "Coding & IT" dove non potrò esimermi dall'ascoltare almeno il mio di talk, e dato che siamo accompagnati dalla dolce metà (santa subito), ci mettiamo anche la sala "Digital fashion" (1 talk, che si rivelerà il più tecnico della giornata 😨).
Più le sessioni in plenaria.
Ok, alla fine abbiamo selezionato tra il 10 e il 15% dei talk disponibili. Così inizia a essere fattibile.

Insieme col socio Pecus iniziamo a girare e taac, incontriamo la combriccola web (o "quartiere" come lo chiama Roberto) di Miriam, Alebegoli, Nic. Tutti in grande forma, quasi tutti faranno un talk.

Giriamo e vediamo cose, conosciamo gente. Atmosfera piacevole e rilassata (nonostante i gadget).

Arriva il (mio) momento catartico della giornata.

Il mio talk

Questa volta mi sono preparato: dopo l'ultimo talk (da me etichettato inequivocabilmente fiasco) sono stato molto più rigidamente flessibile su slide e contenuti.
Ero più sereno, più preparato, più sicuro e infatti... è andata bene! Yo!

Non ho criteri scientifici per provarlo ma a mio favore posso dire che:

  • la sala piena era piena (non era la plenaria, ovviamente),
  • nessuno è uscito fino alla fine (!),
  • ci sono state domande post-intervento e anche un micro dibattito,
  • più persone sono venute a presentarsi e a fare domande dopo il talk (!!!).

Woo!

Presto le slide (mi hanno detto di aspettare un po' prima di pubblicarle) e un post per raccontare meglio cosa ho detto.

Tema del talk? Tieniti forte. Ho fatto un paragone con Il Gattopardo di Visconti e le dinamiche tra comunità di sviluppatori (quelli bravi, tipo Jeremy) e Google. E ho notato come è cambiato l'approccio di Google su temi caldi del web in questi negli anni.
Come direbbe la buonanima di Freak Antoni: Badilate di cultura.

Foto da [Cristiano](https://twitter.com/cieffe27/status/1009768409503027201) (grazie!)

Dopo il mio talk e i successivi 20 minuti di sospiri di sollievo, torniamo nella plenaria. Cosa c'è? Boh, vediamo.

Il colpo di scena

Inizia a parlare una signora dell'età di mia madre. Faccia già vista. Era Roberta Ianní, figlia di Carmelo Iannì, albergatore ucciso dalla mafia per aver aiutato lo stato. L'aveva intervistata Pif qualche anni fa.
Racconta la sua storia. Cala il silenzio.

Roberta invita sul palco altre persone, sono tutti nomi di alto profilo nella lotta alla mafia. C'erano due superstiti di attentati di mafia, tra cui uno della scorta di Falcone, il giornalista che fece la diretta subito dopo la strage di Capaci. In più due fratelli, uno che ha fatto un'app per raccontare i luoghi di mafia a Palermo e suo fratello vice Questore.
Ognuno ha raccontato, purtroppo velocemente, i momenti esatti degli attentati e i risvolti emotivi di questi. In sala silenzio di tomba. Eroi.
Quando hanno finito di raccontare è partita una standing ovation unanime da brivido. Pure Elio si è complimentato per la scelta degli ospiti.
C'entrava qualcosa con il web marketing? No. Era fuoriluogo? Per niente. Ha aiutato a dare il giusto peso a tutto.
Per quanto mi riguarda poi queste figure dovrebbero essere celebrate continuamente come manco la Corea con Kim.

Torniamo a noi.

Altro che calcio, l'Italia migliore è fatta di smanettoni!

Dopo la parentesi antimafia, sono saliti sul palco alcuni ragazzi del Team per la Trasformazione Digitale.
Mamma mamma che bravi.
Sono l'A-Team della pubblica amministrazione.
Hanno raccontato quello che fanno e come al solito per un attimo mi sono sentito in una nazione al passo coi tempi e che non invidia niente a nessuno.
Hanno raccontato un paio di progetti che stanno portando avanti, come mantengono open source tutte le loro attività e come cercano di affrontare la complessità della PA mantenendo un approccio da startup. Bravi bravi. E poi c'era pure Francesco, vecchia conoscenza, che resta sempre super alla mano e gentile quando potrebbe atteggiarsi a P.E. Baracus.

I ragazzi del team di trasformazione digitale in una foto d'archivio

Piacentini (il boss del Team per la Trasformazione Digitale) ha fatto proprio un bel lavoro. Speriamo continuino su questa strada.

È giunto il momento di guardare gli ultimi talk, la giornata inizia a finire.

Un talk su tutti

Siamo entrati in sala "Strategia" che il talk di Matteo Monari era già iniziato. Non eravamo ancora seduti e già eravamo rapiti dalle slide e da quello che diceva.
Matteo ha fatto un talk sulla storia della sua agenzia da come è diventata da una società di 3 persone a una di 50 persone, parte di un gruppo quotato in borsa.
Ha analizzato i momenti chiave di crescita e quali erano gli aspetti che gli hanno permesso di scalare.

Talk perfetto eseguito da una persona con le idee chiare e anche in questo caso super disponibile. È uscito dalla sala con una decina di persone al seguito che gli chiedevano consigli e ancora informazioni.
Non vedo l'ora pubblichino le slide (anche se molte me le sono fotografate).

Consiglio: il talk era una super sintesi in chiave web del libro "Good to great". Se lo leggi non sbagli.

Birrette e bigliettini prima di andare via

Prima di andare via c'è stata la ciliegina sulla torta.
Avevano organizzato uno "speed meeting" tra speaker e sponsor.
Può sembrare una cavola ma alla fine è stata divertente e piacevole: 3 minuti per presentarti e sentire la presentazione di un'altra persona, con birrine a richiesta per non far seccare la gola.

È stato il sorriso che ha chiuso la prima giornata.

Bravi tutti

A fine giornata avevo una sensazione di serenità (complice la birra?) e, oltre alla sporta di gadget odiosi (ahimè), posso dire di portarmi a casa un po' di sana voglia di fare marketing (arrivata per osmosi) e un po' di ottimismo relativo alla mia capacità di parlare in pubblico.

Ho fatto solo il giovedì perché tra lavoro 👨🏻‍💻 e trasloco 👨🏻‍🎨 non potevo fare altrimenti, ma con tutta l'offerta che c'era penso che ne sarebbe valsa la pena.

Concludo dicenche che il web marketing festival è un evento gigante organizzato bene (viste e considerate le dimensioni). Oltre agli interventi hai la sensazione di partecipare ad una vera e propria festa, e riesci ad alternare momenti di lavoro a momenti di intrattenimento.
Volente o nolente riesci comunque a vedere non più del 20% di quello che c'è, e va bene così.
Forse non è l'evento più cool del mondo, ma è comunque una bella festa a portata di mano che vale sicuramente la pena di vedere.
Bravi tutti.

Yo!