L'ultimo From the front

From the front

TL;DR

È stato l'ultimo From the front 😱. Il primo giorno è stato fantastico, il secondo verso la fine è sceso un pochino. Jeremy Keith è il solito idolo e tutti vorrebbero fare un corso di apprendistato da Dan Mall.
Quello che ho visto nel corpo delle email di Mark Robbins non si riesce a raccontare a parole e la prossima big thing della tecnologia sono strumenti che non hanno display.

Andiamo nel dettaglio.

Ultimo From the front

Subito la notizia shock: era l'ultimo From the front. Se non ne hai visto nemmeno uno fino ad ora, adesso è tardi.
Marco (uno degli organizzatori) nei saluti finali, quando tutti si aspettavano un "ci vediamo l'anno prossimo", ha detto una cosa tipo "Ah, questa è stata l'ultima edizione del From the front. Grazie a tutti". Con io che non sapevo se fosse uno scherzo o se potevo mettermi a piangere (non ho pianto ma poco ci mancava).

Raccolgo qui un po' di talk, scremo prima quelli che mi sono piaciuti di più. Poi man mano che scendi ci sono gli altri.

Ben Sauer

Ben è uno degli scagnozzi di Jeremy Keith a Clearleft e ha raccontato nei suoi 45 minuti di come si progettano interfacce VUI (voice user interface). Tipo Siri per intenderci. E di come togliendo l'interfaccia è probabile che qualcuno si ritrovi improvvisamente senza lavoro (vedi il sottoscritto).

Il succo è stato che ci sono alcune applicazioni che non hanno bisogno di un'interfaccia (e di conseguenza neanche di un designer di interfacce) per funzionare. Tipo Dropbox o Shazam. Queste cose saranno prima o poi rimpiazzate da un programma/algoritmo/quel che sarà completamente trasparente all'utente finale.
Esempio: prova a chiedere a Siri di riconoscerti una canzone. Lo farà senza che tu abbia aperto Shazam.

Altre aspetti invece non possono essere sostituiti da programmi ed è li che il designer trova sempre lavoro. Non riesco a fare un esempio pratico ma, per capirci, sono tutte le cose più umane che abbiamo (metafore, modi di dire, valutazioni del contesto in cui si parla/opera).

La cosa molto figa è stata che ha condiviso parecchi aspetti della progettazione di oggetti come Amazon Echo e Google Home, illustrando quelle che saranno i prossimi gadget di cui tutti parleranno. Per farla breve sono dei microfononi che rispondono al linguaggio naturale e che eseguono "ordini" più o meno complessi, da mettere la musica a controllare la tua lampadina smart (vedi: domotica).
Tutto senza display, usando voce e liguaggio naturale. Mica pizza e fichi eh.

Guarda i relativi siti e video (qui e qui) per farti un'idea. Io non vedo l'ora di regalarne uno ai miei (dopo che ne avrò uno per me).

Dan Mall

Dan ha fatto un talk sull'apprendistato e su come gestisce gli apprendisti nel suo studio a Philadelphia.
Prima di andare nel dettaglio ti anticipo che alla fine del talk tutti parlavano di DUE aspetti (due numeri) in particolare del suo approccio. Ma andiamo per gradi.

L'apprendistato dura 9 mesi (al termine dei quali gli apprendisti sanno già che non saranno assunti da Dan) e sono organizzati più o meno così: i primi tre mesi servono per capire le basi, quindi grandi chiacchierate sul web più o meno nello specifico del codice e esercizi per capire come rendersi produttivi. I tre mesi successivi Dan prova a dare dei lavoretti veri e propri al praticante. L'esempio che è fatto è stato: "lavor tipo: fammi questo footer". Lavori che lui contratta e paga come fossero "reali". Questo aspetto inizia a far capire gli aspetti non tecnici del lavoro, quindi la contrattazione, la stima dei lavori etc.
Una volta passati questi tre mesi, gli ultimi tre si spendono per capire come muoversi nel mondo reale e genericamente come trovare lavoro, quindi come preparare un portfolio (o più di uno), un CV, dove andare a trovare clienti etc etc. Bello, no?

Fin qui tutto bene. Le cose che hanno fatto discutere TUTTI, per lo meno tutti gli italiani, alla fine del suo talk sono state due:
1. Secondo lui, Harvest alla mano, in nove mesi ha speso 35 ore per formare il suo apprendista. Con una maggiore distribuzione delle ore all'inizio dei 9 mesi. Circa 5 minuti al giorno di media. Ah-ah.
2. Ad un certo punto ha fatto due conti di quanto sia economicamente conveniente prendere un apprendista e... ha fatto riferimento a quanto guadagnano gli sviluppatori in america. Lol. Nessuno riusciva a capacitarsi che oltreoceano un dev (non senior) guadagni circa 80k annui mentre un ex-apprendista al primo lavoro ti costa serenamente solo 40k. Loool.

Un trasposto più o meno dettagliato del suo talk lo trovi qui.

Viva l'America 🤑

Mark Robbins

Poi c'è stato lo scenziato pazzo: Mark Robbins ha fatto stralunare gli occhi a tutti mostrando cosa è capace di realizzare DENTRO il corpo di una mail.
È stato un crescendo a partire da semplici animazioni via via fino a carrelli di ecommerce con checkout aggiornabili e micro siti navigabili sempre dentro il corpo della mail.
Robe mai viste.
Alla fine del talk ha fatto praticamente un "drop mic" mostrando che le slide che aveva mostrato fino a quel momento erano a loro volta il corpo di una mail 😳
Con tanto di cambio lingua inglese-italiano e timer incorporato. Di quelle cose che se non le vedi non ci credi.

Altri degni di nota:

  • Jeremy Keith (santo subito) si è rivelato il solito idolo facendo il "solito" talk sull'importanza di fare web in modo corretto (aka progressive enhancement). Uno di quei talk che magari non dice nulla di nuovo, che però non smetteresti mai di sentire. Voto: ❤️
  • Patrick Hamann ha raccontato come implementano HTTP2 al Financial Times. Talk tecnico. Al Financial Times c'è gente tosta.
  • Denys Mishunov ha fatto un interessante talk sulle performance. Ha analizzato l'aspetto puramente psicologico delle perfomance e ha mostrato come la percezione dell'attesa sia in realtà l'attesa stessa. Sapere che esiste un'attesa passiva e una attiva spesso è più utile che impazzire per ottimizzare il singolo byte.
  • Sara Soueidan si conferma la solita Sara Soueidan. L'ultima volta era pronta per fare "a braccio" (senza slide) una presentazione da un'ora densa di codice. Questo giro ha fatto una presentazione densa di codice e di trovate incredibili sugli SVG che sta scrivendo per il redesign di Smashing Magazine. Tutti a bocca aperta e con frasi tipo "ah ecco cercavo una cosa del genere". Sempre impeccabile Sara.
  • Lyza Danger Gardner che ha raccontato di come è andata a vivere dalla hipsterissima Seattle al verdissimo Vermont lontano da città e stress. Un po' come fa il buon padrino.
  • Marc Thiele, la persona dietro una delle migliori conferenze di settore (Beyond Tellerrand), ha fatto un talk molto personale di quelli che non si sentiva volare una mosca. Ha raccontato un po' di vicissitudini e di come grazie alla community (e a sua moglie) si è sempre riuscito a rimettere in pista. Adesso l'ho liquidato così ma credimi che c'erano storie belle pese dentro il talk.
  • Léonie Watson ha mostrato cosa si deve fare e cosa no per rendere il web accessibile a persone con limitate capacità visive. Sono (non ero l'unico) rimasto sbalordito da come è stata impeccabile nella presentazione pur essendo non vedente. Wow.

Addio e grazie per tutto il pesce 🐬🐬🐬

Credo che la prima edizione del From the front alla quale abbia partecipato (forse la prima in assoluto) era nel 2010 al Buscapè di Modena. Era un pub piccolo piccolo che adesso non c'è più e saremmo stati non più di 15 persone. Prezzo di ingresso 5€ con una birra in omaggio.

Da quell'appuntamento in poi è stato tutto un crescere, uno scoprire, un approfondire temi tecnici e meno tecnici relativi al front end e a internet in generale.

Primo FtF
Reperto archeologico digitale del primo FtF. Il primo a destra con gli occhiali dovrebbe essere Emmaboshi

G R A Z I E

Adesso che è tutto finito, una volta per tutte ringrazio tutti santi uomini che organizzando il FtF e che hanno fatto in modo che il FtF avesse un posticino speciale nel mio cùore: ragazzi avete fatto un lavoro straordinario in questi anni. Siete mitici.
E grazie ancora di più perché:

  • mi avete fatto scoprire e poi conoscere di persona (non necessariamente in quest'ordine) i miei attuali idoli professionali,
  • mi avete fatto conoscere (in pare eravate voi stessi) due dei miei futuri soci di Modo,
  • mi avete fatto sentire orgoglioso di avere un evento dei migliori della categoria nella mia nazione e nella città che amo di più,
  • mi avete fatto passare serate con esperti massimi di settore come fossero amici di vecchia data (ogni tanto mi avete pure fatto imbucare alle cene degli speaker),
  • e grazie anche per tutto quello che avete fatto ma che non riesco a scrivere in questo post.

W From the Front!