Lyri-css

Lo scorso venerdì 25 marzo (giorno conosciuto anche come "venerdì santo") a Faenza si è svolto il CSS day, conferenza tutta italiana sui css.

CSS day 2016 a Faenza

Aspetti non imbarazzanti (roba seria)

Rispetto ad altre conferenze delle quali sono tuttora innamorato (due per tutte: Kerning e From the Front), si tratta di una conferenza più piccola e di respiro nazionale.

Pur senza la blasonatura che accomuna in genere gli speaker internazionali in queste occasioni, i relatori che si sono alternati sul palco erano tutti più che preparati e hanno dato vita ad un evento cui valeva sicuramente la pena partecipare. Se alla lista dei 'pro' aggiungiamo che la conferenza (nel mio caso) è a un tiro di schioppo da casa e costa meno di 40 euro, ecco sul piatto il miglior modo di spendere il venerdì lavorativo prima di Pasqua.

Per non perdermi in chiacchiere, evidenzio una cosa bella e una cosa brutta che mi porto a casa dalla conferenza, e lo faccio prima di arrivare agli aspetti imbarazzanti.

Una cosa brutta

Il talk della evangelist di Microsoft (golden master super sponsor della conferenza) è partito benino, spiegando le particolarità di Edge, il nuovo browser di Microsoft, ed è poi andato via via peggiorando toccando una serie di aspetti più o meno tecnici che non possiamo definire proprio allo stato dell'arte. Anche se la Microsoft sta facendo dei passi in avanti per tutto quello che riguarda il web e lo sviluppo web, non è ancora in grado di scrollarsi di dosso quell'aria da "I'm a Mac, I'm a PC" che negli anni si è cucita addosso.

Una cosa bella

Bravo bravo bravo invece è stato Matteo Cavucci. Conosco Matteo da diversi anni e, anche se mi avevano già detto che sul palco è molto bravo, non mi era mai capitato di vederlo dal vivo.
Oh, nulla da dire: è stato proprio bravo. Talk completo, ritmato, con pensiero forte alla base e modo piacevole di raccontarlo, trick di codice da usare il giorno dopo, impeccabile tipografia (contaminazione Spiekermann) e pure la citazione culturale alla fine, che fa sempre il suo effetto.
Insomma, sono pronto a scommettere che Matteo ce lo ritroveremo spesso e volentieri sui palchi delle conferenze più belle. Bravo!

Aspetti decisamente imbarazzanti

Passiamo alla parte imbarazzate.

Come ho anticipato, poteva essere una conferenza polleggiata come le altre.
E invece.
Invece questa volta, per mettere un po' di pepe al tutto, mi sono proposto come speaker. Tema? Sono andato sul sicuro con le immagini responsive, tema che avevo già trattato in passato.

Come accennato, non era la prima volta che parlavo davanti ad altre persone. Stavolta però davanti a me c'era un pubblico puramente tecnico. Colleghi. Gente che ne sa spesso e volentieri più di me.

Sì, un minimo d'ansia c'era.
... ok, anche più di un minimo.

Ma dal momento che il livello d'ansia raggiunto non mi soddisfaceva ancora (della serie "può sempre andare peggio"), ho pensato di rappare la sintesi finale del mio intervento.
Sì, rappare.
Perché? Beh, ti viene in mente un genere migliore per raccontare il "famoso" disagio dello sviluppatore? :-)
E poi, a dirla tutta, così avevo anche una scusa per dire che vengo dalla strada e che il rap è stata la mia rivincita sociale.
La verità e che non c'è un motivo serio: ero ad una conferenza e volevo intrattenere con qualcosa di più simpatico del mero codice delle immagini responsive.

Eminem come me, viene da Martinsicuro

Insomma, in questo modo - finalmente - l'ansia ha raggiunto dei livelli altissimi. Ed accettabili.

Per quanto si sia trattato di una performance breve e leggera, crearla per me è stata un (piccolo) parto. E visto che so che ti stai chiedendo come nasce una canzone rap, eccoti una sintesi di com'è stato il processo di "genesi" per il sottoscritto:

  1. Decidi di chiudere il tuo intervento con un pezzo rap. Imitando malamente Mr. Bingo (qui il video, inizia a 17:50, circa)
  2. Vai a disturbare uno che fa rap sul serio e spendi due ore cercando di spiegargli html, css, js, responsive etc
  3. Capisci che sui testi devi un minimo arrangiarti, quindi
  4. Obblighi la tua morosa (santa subito) a scrivere il testo in rima (lo chiedi a lei, che ormai di immagini responsive ne sa più di te)
  5. Passi tutto al master dell'old school, Brooklyn soul, king gangsta, Emmaboshi il quale ti sceglie una base "facile", rivede, integra e corregge la metrica "del pezzo". Fornendoti anche un sample dove è lui a rappare la tua canzone che giuri di non condividere con nessuno (qui)
  6. Provi il pezzo due o tre volte per assicurarti che sarà una delle cose più imbarazzanti che hai fatto in vita tua
  7. La sera prima della conferenza aggiungi delle immagini che richiamino in qualche modo i rapper che citerai durante l'intervento
  8. Esegui.

Questo il risultato:

Insomma, un po' come successo a Eminem, gli 8 Mile della bonifica del Tronto mi hanno segnato di brutto. E si vede!

ps. Le mie slide son qui, ma magari faccio un post a riguardo così chiudo il discorso Immagini responsive una volta per tutte.

Yo!