Tanta gioia per il Kerning

Lo scorso venerdì 5 giugno sono stato alla Kerning, la conferenza sulla tipografia di respiro internazionale organizzata a Faenza.

Dopo la scorsa edizione le aspettative erano davvero alte, e posso dire che sono state pienamente confermate.

Questa volta però, a differenza dello scorso anno, non ho partecipato in veste di freelance, ma con la nuova società, un aspetto che mi ha permesso di vivere tutta la situazione faentina in modo leggermente diverso.
Mi spiego.
Uno dei miei soci fino allo scorso anno era nel team che organizza la conferenza, inoltre, presi dall’entusiasmo, come società abbiamo anche sponsorizzato l’evento. Un pacchetto piccolo ma è pur sempre qualcosa. Questo contesto, unito al fatto di essere naturalmente scafato, mi ha permesso di vivere più da vicino gli speaker e di entrare più a fondo nell’atmosfera della conferenza (in pratica abbiamo bazzicato con i conferenzieri per tre giorni anziché uno).

Tornando ai temi della conferenza, a tenere alta l’asticella quest’anno c’hanno pensato tutti gli speaker della super line-up dei quali, in particolare, segnalo:

Bruno Maag

Hai presente Lush, quello dei saponi in via d’Azeglio? Ecco, il font che usano l’ha fatto la sua azienda. E il Kindle Paper White? Ecco, quello che vedi, tipograficamente parlando, è opera sua. E se non bastasse nel suo portfolio ci sono anche aziende come Nokia, BMW, Vodafone, Ubuntu e Toyota.

Ho apprezzato molto il suo talk motivante, di quelli che ti fanno uscire dalla sala con la voglia di imparare cose nuove e con un sottile senso di orgoglio per quello che fai con tanta passione e fatica. È stata un’ottima scelta quella di metterlo come talk di chiusura.

Altri punti a suo vantaggio sono che nei giorni precedenti alla conferenza abbiamo parlato piacevolmente dei temi più disparati (dalla boxe, al cibo, alle donne), sui quali si dimostrava sempre molto preparato.

Simpatico poi il fatto che abbia parlato per tutto il talk brandendo una mannaia lunga 50cm che usava per attirare l’attenzione (ci riusciva).

Feltron

Non ricordo chi alla conferenza mi ha detto che Feltron cammina in bilico tra l’autismo e la follia :-)
Nicholas Felton è uno dei designer più preparati per quanto riguarda le infografiche. Con i suoi Annual Report visualizza in modo magnifico una quantità ENORME di dati sulla sua vita che raccoglie meticolosamente durante l’anno da ormai dieci anni.
Per fare un esempio, un anno ha contato il numero delle volte in cui ha detto Thank you o nice to see you o tutta una serie di altri greetings.
Immagina una persona che, qualsiasi cosa stia facendo, ad un certo punto deve tirare fuori il telefono, appuntarsi due numeri e poi torna a fare quello che aveva interrotto. Alla lunga il tuo quoziente intellettivo si abbassa (parole sue!).

Non bastassero gli Annual Report, ha lavorato con clienti tipo NY Times, Wired e Facebook (era nel team che ha creato la timeline nel 2013) ottenendo risultati sempre fantastici. Io lo vedo come un Francesco Franchi d'oltreoceano. Solo con qualche fissa in più.

La parte che mi è piaciuta di più del suo talk riguarda il fatto che il suo lavoro è stato visto sotto una nuova luce dopo gli scandali dell’NSA sulla privacy: tutte le sue analisi avevano anticipato un tema che improvvisamente riguarda milioni di persone.
Domande come “come vivi sapendo che tutto quello che fai viene registrato?” o “che cosa puoi capire guardando solo i metadati che hai salvato dal tuo telefono?” sono domande che l’NSA e in generale tutte le leggi sulla privacy includono e lui, zitto zitto, può dire la sua data la grossa esperienza in merito.

Bonus tip Sto provando ad usare Reporter, un’app che ti chiede più volte nell’arco della giornata cosa tu stia facendo, e con i dati che raccoglie crea delle infografiche. Tra un mesetto vediamo cosa abbiamo a disposizione. Ovviamente tutto super privato.

Tobias Frere-Jones

Avete presente la campagna di Obama del 2008, Yes we can? Ecco, tra gli oltre 700 font che Tobias ha creato c'è anche quello di Obama.
Questo ministro della tipografia ha presentato una ricerca a dir poco commovente su come veniva utilizzata la tipografia negli Stati Uniti a partire dalla fine del ‘700 come forma di autenticazione delle banconote.
Di una bellezza disarmante.
Stratagemmi come lettere p rovesciate usate al posto delle d, 0 (il numero) usato al posto della O (la lettera), set di caratteri tipografici introvabili e fatti arrivare da oltreoceano… una serie di finezze, curiosità e trovate di genio che guardate dopo più di 200 anni avrebbero interessato chiunque. Figuriamoci una platea di appassionati.

Ufficio reclami (ci vuole coraggio)

Termino con due piccole lamentele e un complimento.
Le due lamentele sono per:

  • media e enti locali (partendo dai quotidiani locali arrivando all’ISIA di Faenza) che continuano a ignorare pari pari eventi come questi. È una cosa che mi lascia senza parole. Dovremmo ritenerci fortunati ad avere eventi come Kerning e come il From the Front, sono occasioni che ci fanno sentire al passo con le altre nazioni più moderne, che ci danno un respiro internazionale. Possibile che nessuno pensi sia giusto spenderci due parole prima e dopo???
  • l’organizzazione, pur avendo fatto in generale un ottimo lavoro, ha avuto una svista che è stata notata dai più: l’inglese. In tutta la conferenza gli organizzatori hanno detto solo poche battute all’inizio della giornata e alla fine, per lo più saluti. Con una line-up del genere, e vista l'alta qualità dei talk, è davvero un peccato sentire un inglese ammaccato e insicuro sul palco. Forse avrebbe dovuto prendere la parola qualcuno degli organizzatori con un livello di inglese più in linea con il livello della conferenza (eccezion fatta per Goran ;-)).

Infine, il complimento.
Sempre agli organizzatori. Il fatto di invitare negli anni successivi gli speaker delle edizioni precedenti è una figata incredibile. Poter rivedere le persone che ti hanno ispirato l’anno prima e poterci parlare come parleresti ad un altro attendee è davvero una figata. E all’estero non lo fanno.
Bravi.

E infatti, proprio su quest’onda, ecco la foto di me e Biljana con un relatore dello scorso anno: il papà del Comic Sans!!!!